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Piano Annuale Inclusione

Una scuola inclusiva

La realtà scolastica è attualmente caratterizzata da una forte eterogeneità delle classi; essa si trova a fronteggiare quotidianamente situazioni problematiche plurime e di apprendimento difficile, che trovano un denominatore comune nei Bisogni Educativi Speciali. Questi ultimi richiedono risposte educative e percorsi didattici personalizzati e sensibili alle differenze.

Infatti la piena realizzazione della didattica inclusiva consiste nel trasformare il sistema scolastico in un’organizzazione idonea alla presa in carico dei differenti bisogni educativi .

L’Istituto Comprensivo “G.Pascoli” di Silvi si propone di potenziare la cultura dell’inclusione per rispondere in modo efficace alle necessità formative di ciascun alunno che, con continuità o per determinati periodi, manifesti Bisogni Educativi Speciali.

Il comune di Silvi si trova in provincia di Teramo e rappresenta una località di “confine” non solo in senso geografico, essendo limitrofa alla provincia di Pescara, ma soprattutto in senso socio-economico e culturale, essendosi negli anni uniti alla popolazione originaria  nuovi gruppi di immigrati portatori di diverse esperienze valoriali. Una parte consistente delle famiglie presenti sul territorio locale inoltre si trova a vivere in una situazione di rischio socio-economico, con un numero rilevante di disoccupati, genitori in attesa di giudizio, nuclei familiari divisi, massiccio intervento dei servizi di polizia e  socio-assistenziali, minori affidati alla cura  di terzi ( è presente anche una comunità di “Casa-Famiglia” che ospita minori dai 7 ai 17 anni tutti frequentanti differenti classi di questa istituzione scolastica). In questa realtà si trovano a convivere dunque immigrati stranieri, di prima e seconda generazione, ancora poco integrati nel territorio locale, rom, cittadini italiani in gravi difficoltà e disagio, minori bisognosi di tutela, deprivati dal punto di vista affettivo e  mancanti delle basilari abilità socio-relazionali.

La scuola viene ad essere dunque la prima “frontiera” in cui si incontrano e si confrontano allievi con storie personali e bisogni educativi molto diversi; per questo deve essere in grado di dare una pronta risposta educativa.

Nel dettaglio  l’Istituto Comprensivo “G.Pascoli” si compone di 11 plessi  (Scuola dell’Infanzia “Arcobaleno”, “Belfiore”, “Girotondo”, “Girotondo sezioni E e G”, “Leonardo da Vinci”;  Scuola Primaria di Silvi Paese, Pianacce, San Silvestre e plesso “Leonardo da Vinci”;  Scuola Secondaria di Primo Grado, composta dalla sede centrale e dalla succursale “Villa S. Giuseppe”) per un totale di 1529 allievi. Di fronte ad un contesto così complesso gli operatori scolastici affrontano quotidianamente una vera e propria sfida educativa e didattica, in cui non è sempre facile  individuare quali siano i mezzi e le risorse più adatti per realizzare un contesto di accoglienza ed inclusione. Spesso si rileva una scarsa efficacia dei percorsi formativi standardizzati, con basse prestazioni e insufficienti livelli nelle competenze di base per un numero elevato di studenti.  Questa situazione ha spinto la nostra scuola all’attivazione di una risposta strutturata agli emergenti bisogni di accoglienza, inserimento, scolarizzazione degli alunni neo-arrivati e/o in situazione di disagio culturale, sociale o fisico. La possibilità di effettuare interventi educativi individualizzati e personalizzati, attraverso l’impiego di  risorse umane e materiali in orario antimeridiano, nonché l’apertura della scuola in orario pomeridiano, sono iniziative in grado di favorire la piena inclusione sociale ed educativa al fine di impedire e prevenire abbandoni. L’attuazione di un tale intervento formativo richiede una notevole flessibilità organizzativa, progettuale e didattica, ma soprattutto la creazione di un partenariato che realizzi il pieno coinvolgimento e la collaborazione con tutte le agenzie formative del territorio, le autorità locali e le forze dell’ordine, i servizi socio-sanitari e assistenziali, le agenzie di sviluppo e le associazioni genitoriali. La scuola diventa così un punto di riferimento concreto per famiglie ed alunni e, affiancata dalle suddette agenzie educative presenti sul territorio, si propone di  migliorare l’offerta formativa ed educativa, combattendo le cause che producono l’insuccesso, l’esclusione e la dispersione scolastica.

L’inclusione scolastica realizza appieno il  diritto allo studio di ciascuno, questo comporta non soltanto l’affermazione del diritto della persona ad essere in ogni contesto scolare, ma anche che sia dotata di significato e di senso e consenta il massimo sviluppo possibile delle capacità, delle abilità, delle potenzialità di ciascuno. La scuola prendendo coscienza dei problemi di ciascuno, diventa capace di costruire contesti in cui le persone possono muoversi, relazionarsi, crescere, motivarsi, a prescindere da ciò che a loro manca e in virtù di ciò che sono, sanno e possono imparare.

Applicare il principio di inclusione alla scuola, implica un ripensamento del concetto stesso di curricolo, che va inteso come ricerca flessibile e personalizzata della massima competenza possibile per ciascun alunno, partendo dalla situazione in cui si trova, cercando di migliorarla insegnando/imparando nuove capacità.

Il paesaggio educativo è diventato estremamente complesso vi è un attenuazione della capacità adulta di presidio delle regole e del senso del limite e sono, così, diventati più faticosi i processi di identificazione e differenziazione da parte di chi cresce e anche i compiti della scuola in quanto luogo dei diritti di ognuno e delle regole condivise. Sono anche mutate le forme della socialità spontanea, dello stare insieme e crescere tra bambini e ragazzi. La scuola è perciò investita da una domanda che comprende, insieme, l’apprendimento e il saper stare al mondo. La scuola realizza appieno la propria funzione pubblica impegnandosi per il successo scolastico di tutti gli studenti, con una particolare attenzione al sostegno delle varie forme di diversità, disabilità o di svantaggio. Questo comporta saper accettare la sfida che la diversità pone evitando che questa si trasformi in disuguaglianza. Le finalità della scuola devono essere definite a partire dalla persona che apprende, con l’originalità del  percorso individuale, la definizione e la realizzazione delle strategie educative e didattiche devono sempre tener conto della singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità, delle sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi di sviluppo e formazione. (Indicazioni Nazionali per il curricolo 2012)

L’indicazione terminologica di Bisogni Educativi Speciali, utilizzata nelle indicazioni ministeriali citate, va pertanto correttamente intesa nell’ottica della scuola inclusiva.

Il “termine speciale” potrebbe far pensare a qualcosa di diverso dal solito, che devia dalla “norma”, che si allontana dalla cosiddetta “normalità” e, per questo motivo riconducibile a qualcosa di negativo, che ha bisogno di sostegno, a qualcosa che non pare essere perfetto e che presenta sempre qualche aspetto deficitario. E’ da reputare “speciale”, tutto ciò che ha bisogno di competenze e risorse migliori, più efficaci. Avere Bisogni Educativi Speciali non significa obbligatoriamente avere una diagnosi medica e/o psicologica ma essere in una situazione di difficoltà tale da ricorrere ad un intervento mirato, personalizzato.

Il richiamo all’applicazione del principio della personalizzazione dei piani di studio, sancito nella legge 53/2003, nella scuola inclusiva serve a focalizzare la regola pedagogica e didattica dell’insegnare come ciascuno apprende; senza identificare gli alunni in “ gruppi” o “ sottogruppi” etichettati in base a determinate condizioni di vita, di esperienze, di comportamento, di stato sociale ed economico ecc.

L’orizzonte pedagogico in cui si pone il tema dei Bisogni Educativi Speciali è quello che sollecita gli insegnanti a potenziare e aggiornare il proprio bagaglio professionale inserendovi strumenti adatti a superare un insegnamento standardizzato e predefinito, avvalendosi sia di tecniche e di modalità consolidate nel tempo, sia delle possibilità offerte dalle nuove tecnologie che, se correttamente utilizzate, offrono grandi opportunità di insegnamento e di apprendimento attraverso pluralità di linguaggi.

La mancanza di strumenti per riconoscere e comprendere il disagio di uno studente, potrebbe creare situazioni problematiche ai docenti.  La scuola, per questo motivo, ha necessità di organizzarsi in modo efficiente, flessibile e in raccordo con tutte le agenzie del territorio per  rendere possibile un percorso personalizzato per ciascun alunno.

 

L’Istituto Comprensivo “G.Pascoli” ha così impostato il proprio lavoro educativo e di conseguenza il proprio assetto organizzativo puntando sulle seguenti priorità:

  • creare un ambiente scolastico accogliente e supportivo;
  • organizzare le attività didattiche in modo da attivare la partecipazione di tutti gli studenti al processo di apprendimento tenendo conto delle attitudini e dei limiti dei discenti;
  • creare un piano di formazione annuale, rivolto a tutti gli insegnanti, finalizzato ad acquisire nuove competenze e nuove metodologie per far fronte al disagio scolastico emergente;
  • istituire uno sportello di supporto integrato con le professionalità socio-sanitarie del territorio per realizzare un sostegno individuale o a piccoli gruppi per alunni, docenti e genitori;
  • prevedere una flessibilità organizzativa che consenta lo svolgimento contemporaneo di attività in gruppi di lavoro sia per i recuperi che per i potenziamenti;
  • creare di una repository per la documentazione di materiali didattici semplificati ed adeguati alle necessità delle diverse discipline e situazioni educative;
  • consolidare la collaborazione con assistenti educativi e alla comunicazione che svolgono un prezioso ed efficace supporto didattico;
  • pianificare visite, uscite ed attività didattiche permettendo la piena partecipazione di tutti gli allievi;
  • individuare e monitore le difficoltà degli alunni della scuola tramite l’apporto di esperti dell’area psicologico-sociale.
  • PIANO ANNUALE DI INCLUSIONE
 
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